Teaser Tuesday #8

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Finalmente io e Kikka del blog Testa e Piedi Fra Le Pagine Dei Libri abbiamo deciso di finire (almeno si spera) l’ultimo libro della trilogia Silo scritta da Hugh Howey. L’ultimo libro si intitola Dust e abbiamo deciso di leggerlo per la Book Jar Challenge organizzata da Kia e Mon del blog Ikigai.

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Il ragazzo le porse una mano. Lei si pulì il palmo su un fianco e gliela strinse. «Io mi chiamo Shaw» disse lui. «Vuoi un’altra fetta di maiale? Passa sotto il bancone. Ti presento mio padre. Ehi, pa’, c’è una che devi conoscere.»

«Non posso. Sto cercando Cucciolo.»

Il ragazzo fece una smorfia. «Cucciolo? Allora devi andare nel corridoio accanto.» Le indicò la direzione con un cenno del capo. «Ma la carne di maiale è meglio. Quella di cane è stopposa come quella dei ratti, e quella dei cuccioli costa di più ma il sapore è lo stesso.»

Elise rimase di sasso. Il maiale che prima le era passato accanto con una fune al collo forse era un cucciolo. Forse lì mangiavano gli animali da compagnia, come Marcus e Miles che volevano sempre tenere un ratto per gioco, anche quando tutti gli altri avevano fame. «Qui si mangiano i cuccioli?» chiese al ragazzo.

«Se hai i buoni, perché no.» Shaw la prese per mano. «Vieni alla griglia con me. Voglio presentarti a mio padre. Dice che voi non esistete.»

Elise si liberò. «Devo trovare il mio cucciolo.» Si girò e corse tra la folla nella direzione indicata dal ragazzo.

«Che cosa significa il tuo cucciolo?» le urlò dietro lui.

Dopo una fila di bancarelle, Elise trovò un altro corridoio fumoso. Altri odori, come carne di ratto allo spiedo. Una donna anziana stava bisticciando con un uccello, le ali rabbiose si agitavano tra le sue mani. Elise calpestò una cacca e per poco non cadde. Le stranezze che la circondavano si mescolavano con la preoccupazione per il suo cucciolo sparito. Sentì un uomo strillare qualcosa riguardo a un cane e si avvicinò per sentire meglio. Un ragazzo più grande, forse dell’età di Rickson, teneva sollevato un grosso pezzo di carne rossa con strisce bianche che sembravano ossa. Lì vicino c’era un recinto, e cartelli con dei numeri. La gente si fermava a guardare. Alcuni indicavano l’interno del recinto e facevano domande.

Elise si fece largo tra la folla seguendo i latrati. C’erano cinque cani nel recinto. Li vide attraverso le stecche di legno, e se si alzava in punta di piedi poteva quasi guardare da sopra. Un animale enorme, grosso quanto un maiale, si scagliò verso il recinto e le ringhiò contro, facendo tremare la palizzata. Era un cane, ma con una fune intorno al muso per impedirgli di aprirlo. Elise sentì il fiato caldo che usciva dal naso della bestia.

Si allontanò di corsa e si diresse verso il recinto sul retro, più piccolo. Superò il bancone, dove due giovani armeggiavano con una griglia fumante. Presero qualcosa da una donna e le consegnarono un pacchetto. Elise si aggrappò al bordo del piccolo recinto e sbirciò dentro. C’era una cagnetta stesa su un fianco con cinque o sei bestioline che le mangiavano il ventre. All’inizio pensò fossero ratti, ma in realtà erano cuccioli appena nati. In confronto a loro, il suo Cucciolo sembrava un cane adulto. E non stavano mangiando la pancia della cagnetta, stavano succhiando come faceva la bimba dal seno di Hannah.

capitolo 28
Dust: La trilogia Silo #3 di Hugh Howey

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Cosa faresti se il destino di tutte le persone che ami fosse nelle tue mani? Se le tue scelte potessero salvare o condannare a morte l’umanità intera?
La storia del Silo finisce così, con il ritorno alla polvere. Dust, polvere: quella che cade sugli operai del reparto meccanica mentre scavano un passaggio tra un silo e l’altro.
Quella che ricopre una misteriosa macchina, abbandonata durante la costruzione dell’intera struttura. Quella che si accumula all’esterno, sotto un cielo reso feroce dall’aria tossica.
In un mondo asfittico, basato su segreti e bugie, qualcuno ha scoperto la verità. E ha intenzione di raccontarla.
Jules sa cos’hanno fatto i suoi predecessori, conosce il loro inganno. Sa qual è la ragione per cui la vita deve essere vissuta in questo modo. E non lo accetta.
Ma Jules non ha più sostenitori. Per lei c’è qualcosa di molto più pericoloso dell’aria tossica del mondo esterno. Un veleno si sta diffondendo all’interno del Silo 18. Un veleno che non può essere fermato.Epico e commovente, l’epilogo della trilogia di Hugh Howey è sofferto e appassionato, capace di sorprendere, stupire, emozionare. Wool ci ha portato all’interno del Silo. Shift ci ha raccontato la storia della sua costruzione. Dust è la cronaca della sua rovina.

 

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Teaser Tuesday #7

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Sto partecipando alla Book Jar Challenge organizzata da Kia e Mon del blog Ikigai e per il mese di febbraio ci è stato chiesto di leggere un libro finito in fondo alla TBR. Il mio libro scelto è stato l’ultimo della fantastica trilogia di Paullina Simons e il libro in questione è Il giardino d’estate. Leggiamo ora un piccolo teaser che come sempre scelgo aprendo il libro ad una pagina a caso.

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A Desert View tutti e tre rimasero in piedi sopra il bordo senza età del Grand Canyon, lo sguardo fisso verso ovest, verso il caliginoso orizzonte azzurro e poi giù lungo il serpente del Red River. Procedettero per qualche chilometro a ovest e si fermarono prima a Lipan Point e poi a Grandview Point. A Moran Point sedettero, contemplarono e passeggiarono in silenzio; persino Anthony, solitamente loquace. Camminarono lungo un sentiero boscoso sotto i pini Ponderosa fino a Yavapai Point, dove trovarono un punto isolato per accomodarsi ad ammirare il tramonto. Anthony si avvicinò troppo alla riva, Alexander e Tatiana balzarono in piedi urlando e il piccino scoppiò in lacrime. Alexander lo strinse in una morsa, poi si placò e lo lasciò andare, ma solo dopo aver letteralmente tracciato un solco nella sabbia e avergli proibito di superarlo di un solo centimetro, se non voleva subire una punizione militare. Il bimbo aspettò che il sole calasse mentre tramutava il solco in una barricata di ciottoli e rametti.

“Dio sta allestendo uno spettacolo di luci”, osservò Alexander, meravigliato.

“Cerca di farti innamorare dell’Arizona, Shura”, mormorò Tatiana.

“Perché le rocce sono così?” chiese Anthony. Il suo sbarramento era ormai alto quasi trenta centimetri.

“Vento, acqua, erosione del tempo”, rispose suo padre.

“Laggiù il fiume Colorado è iniziato come un rivolo ed è diventato un diluvio, scavando questo canyon nel corso di milioni di anni. Il fiume, Anthony, nonostante l’avversione di tua madre nei suoi confronti, è un catalizzatore per tutte le cose.”

“L’avversione di tua madre dipende proprio da questo”, intervenne Tatiana, il braccio del marito attorno alle spalle.

Alexander si alzò e le porse la mano. “Al termine della Sua settimana geologica, Dio studiò le Sue rocce nel più Grand fra tutti i Canyon di tutta la Terra che aveva creato e di tutta la vita che vi dimorava sopra, e vide che era cosa buona.”

Tatiana assentì in segno di approvazione. “Chi l’ha detto? Sai cosa dicono i navajo, che vivono, camminano e muoiono da queste parti?” Fece una pausa, sforzandosi di ricordare. “Con la bellezza dinanzi a me, avanzo”, recitò, allungando le braccia.

“Con la bellezza dietro di me, avanzo. Con la bellezza sotto di me, avanzo.” Dal canyon sottostante non proveniva alcun suono. “Con la bellezza sopra di me, avanzo.” Parlava piano. “Finisce nella bellezza.” Alzò la testa. “Finisce nella bellezza.”

Il giardino d’estate di Paullina Simons

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Si erano incontrati alla vigilia dello scoppio della seconda guerra mondiale, a Leningrado. Si erano amati fra gli stenti, la desolazione e le bombe di un assedio terribile, con la speranza di poter vivere un giorno altrove, in pace. Ora, 20 anni più tardi, davanti a un incerto futuro, quell’amore è messo alla prova. Tatiana e Alexander si sono miracolosamente riuniti in America, la terra dove tutto è possibile, e contano di ricostruirsi una vita insieme. Ma si devono confrontare con le ferite, il dolore, le fatiche che si portano dietro. Nonostante abbiano un figlio meraviglioso, Anthony, si sentono estranei l’uno all’altra. Ex capitano dell’Armata Rossa, Alexander vive con disagio il clima di paura e di sospetto della Guerra Fredda e Tatiana non riesce a ritrovare con il suo Shura l’intimità di un tempo. E quando pensano di essersi definitivamente lasciati alle spalle gli incubi della guerra, ecco che i fantasmi del passato tornano a minacciarli: Anthony, in conflitto con i genitori, si arruola volontario in Vietnam e scompare.

 

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Teaser Tuesday #6

teaser tuesday 2Finalmente dopo un periodo lunghissimo eccomi di nuovo con un nuovo libro scorrevole e divertente.

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«Mi sono permessa di venire a trovarla perché stiamo facendo un controllo di qualità sul nostro operato, e vogliamo sapere se i clienti della nostra agenzia sono rimasti soddisfatti del servizio.»

Le mani della signora fluttuano in aria come farfalle gioiose, mentre mi risponde: «Oh, cara. Io sono rimasta soddisfattissima. È solo grazie a lei se ora sono felice come non sono mai stata. Sono appena tornata da una crociera ai Caraibi e ho un nuovo lavoro che mi piace molto. Ho fatto un corso di nail styling e sono molto richiesta, sa? Le mie unghie acriliche sono tra le migliori di tutta Milano. Guadagno bene, frequento un sacco di persone interessanti. Non rimpiango affatto la mia vita da casalinga.»

Non credevo che una manicure guadagnasse tanto, ma il costo dei mobili che mi circondano mi fa credere senza dubbio alle sue parole: la signora se la passa davvero bene. Questo mi dà un grande sollievo. «Sono felice di sentirla così soddisfatta e appagata. È andata in crociera con suo marito?» mi informo.

«Santo cielo, no!» esclama Rosa. «Ci siamo separati. Sono mesi che non lo vedo, ormai. Ai Caraibi ci sono andata con Oscar, un amico brasiliano. Un figo della madonna, detto fra noi…» aggiunge facendomi l’occhiolino. Sembra un’adolescente più che una donna matura. «Altro che mio marito! Lui è in Romania ora. A quanto ne so, fa il playboy in terra straniera e convive con un ragazza di vent’anni più giovane. Lo può trovare su Facebook, è molto attivo online.»

Un campanello d’allarme inizia a suonare nella mia testa. L’ispettore Donati ha detto che la macchina che ha cercato di investirmi aveva una targa rumena. Non può trattarsi di una coincidenza: Scapino ha motivo di odiarmi – eccome se ne ha, visto che non si è riconciliato con la moglie che ora se la fa con un brasiliano, probabilmente superdotato – e visto che risiede in Romania per lui sarebbe stato facilissimo procurarsi un’auto con targa straniera. Anzi, magari è persino di sua proprietà.

Lie4Me: Professione bugiarda di Mariachiara Cabrini

Proprio come l’Alice del Paese delle Meraviglie, anche Alice Schiano ha un’irrefrenabile fantasia e decide di sfruttarla per inventarsi un lavoro alternativo. La sua missione è migliorare le vite altrui… una bugia alla volta. Vuoi mollare il tuo fidanzato ma non vuoi farlo di persona per non vivere un’esperienza spiacevole? Vuoi fare bella figura con il capo, sbarazzarti di una rivale, conquistare un collega? Alice è la donna che fa per te! Non c’è nulla che non possa risolvere grazie alla sua parlantina, e non prova mai rimorsi per ciò che fa, perché mentire paga, e bene! I servizi della sua agenzia sono richiestissimi, gli affari vanno alla grande e anche la vita sentimentale scorre liscia come l’olio, forse proprio perché racconta un bel po’ di bugie anche al fidanzato. Finché qualcuno non fa saltare in aria la sua auto. Chi è stato? Alice non intende restare con le mani in mano ad aspettare che la polizia scopra il colpevole. Tanto più che collaborare con l’ispettore Donati, uomo affascinante quanto irritante, potrebbe portare a risvolti inaspettati. In tutti i sensi.

 

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Teaser Tuesday #5

teaser tuesday 2Rieccomi qui con un nuovo Teaser, anche questa volta il libro è di Paullina Simons, e si tratta del secondo libro della sua trilogia. Il libro in questione è Tatiana & Alexander

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«Tania, che succede?» Vikki comparve sulla soglia. Anthony giocava sul pavimento. Tatiana era distesa per terra con la testa poggiata sulle mattonelle.
«Niente.»
«Non lavori, oggi?»
«Arrivo, arrivo.»
Con voce allarmata, Vikki chiese: «Che cos’hai?»
«Niente», rispose Tatiana. Sapeva di avere un aspetto orribile. Con gli occhi gonfi e semichiusi, ci vedeva a stento.
«Sono le otto! Hai pianto? Il giorno è appena cominciato.»
«Mi vesto subito. Devo fare controllo.»
«Ti va di parlare?»
«No, sto bene. Oggi è mio compleanno. Compio vent’anni.»
«Tanti auguri! Perché non me l’hai detto? Andremo a festeggiare…che c’è? Perché è così terribile il tuo compleanno?»
«Non riesco a credere che ci sposeremo il giorno del mio compleanno!» dice lei. «Così non mi dimenticherai mai.» «E chi potrebbe dimenticarti, Alexander?» chiede, cercandolo dolcemente con la mano.
Tatiana non festeggiò. Lavorò tutto il giorno e la sera giocò con il figlioletto di quasi un anno. Di notte, con le tende tirate, le finestre aperte e l’aria salmastra che si diffondeva nella stanza, s’inginocchiò accanto al letto e strinse le fedi nuziali che portava al collo. Era negli Stati Uniti da poco meno di un anno.
La notte del suo ventesimo compleanno, dopo aver allattato Anthony, Tatiana rimase seduta sul pavimento della sua stanza a Ellis e vuotò lo zaino… per la prima volta da quando aveva lasciato l’Unione Sovietica. Estrasse la pistola tedesca carica, Il Cavaliere di bronzo, il dizionario russo-inglese, la foto di lui, la foto del matrimonio, il berretto da ufficiale e tutto ciò che c’era nelle tasche.
Fu allora che trovò la medaglia al valore di Alexander.
La fissò a lungo, perplessa, e poi uscì nel corridoio e la esaminò alla luce, per controllare se per caso si fosse sbagliata.
Il sole sorse e tramontò. Faceva caldo. L’acqua scintillava. E lei non smise di fissare la medaglia. Era esterrefatta. Si trattava di un errore?
Con la stessa chiarezza con cui vedeva le barche nella baia, Tatiana rivide la medaglia appesa alla sedia di Alexander l’ultima sera passata insieme a lui, con il dottor Sayers al suo fianco.
Alexander aveva detto: «Domani pomeriggio ritornerò tenente colonnello», e Tatiana gli aveva rivolto un sorriso raggiante e aveva ammirato la medaglia appesa alla sedia accanto al letto d’ospedale.
Com’era finita nello zaino? Non l’aveva presa lei… non era sua.
«Che significa?» sussurrò, ma non riusciva a comprendere, anzi, era ben lungi dal comprendere. Più cercava di capire, più si scontrava contro il muro di cemento eretto dalla sua mente.

Tatiana & Alexander di Paullina Simons

taTatiana ha diciotto anni ed è incinta. E’ riuscita miracolosamente a scappare da una Leningrado sconvolta dall’assedio dei nazisti e a rifugiarsi in America. Il suo cuore però è a pezzi, ha perso Alexander l’uomo della sua vita. Eppure qualcosa le dice che il padre del suo bambino non può averla abbandonata in quella nuova patria…

 

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Teaser Tuesday #4

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Rieccomi finalmente, ci tenevo tanto a questa rubrica, ma gli impegni mi hanno allontanato dal blog. Spero tanto di tornare in carreggiata con settembre.

Oggi vi farò leggere un Teaser tratto da un libro che ho letto qualche settimana fa, e che mi è piaciuto tantissimo. Il cavaliere d’inverno di Paullina Simons, il libro mi è stato regalato dalla mia dolce amica Karen, e non si sbagliava sul fatto che mi sarebbe piaciuto tantissimo! Ma ora leggiamo qualche riga…

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Mi ricorda una vecchia barzelletta”, disse Tatiana. “‘Vasilij, perché mi picchi continuamente senza sapere cos’ho fatto?’ E Vasilij: ‘Dovresti essere contenta. Se sapessi cos’hai fatto, ti ucciderei’.” Dimitri rise come se fosse la cosa più divertente che avesse mai sentito.

Tatiana sentì la voce di Alexander. “Non capisci”, stava gridando, “sei tu, con il tuo comportamento, ad allontanarmi! Come posso stare dalla tua parte se colpisci tua sorella?”

Dasha farfugliò qualcosa.

Risparmiati le tue stupide scuse. Non so che farmene! Così non si può più continuare”, le rispose Alexander.

Da dietro la porta, Tatiana sentì la sorella scoppiare in un pianto isterico. “Per favore, per favore non andare, mi dispiace, hai ragione tu, tesoro. Cosa devo fare? Vuoi che le chieda scusa?”

Se tocchi un’altra volta tua sorella, ti lascio immediatamente”, disse Alexander. “Hai capito?”

Non la picchierò più”, promise lei.

Nella stanza scese il silenzio.

Tatiana si asciugò il naso che continuava a sanguinare e guardò Dimitri stringendosi nelle spalle. “Qui non si può restare un attimo soli nemmeno per litigare. Se non altro pare che abbiano finito…” Ebbe un mancamento.

Dimitri la sostenne, facendola poi sedere sul divano nel corridoio.

Stai bene?” continuava a ripeterle mentre le asciugava il viso e le dava delle pacche sulla schiena.

I Sarkov bussarono alla porta e chiesero se c’era qualche problema.

Ogni volta che c’era un litigio nell’appartamento in comune tutti sentivano tutto per filo e per segno.

Nessun problema”, rispose Tatiana, “solo una piccola discussione.” Dasha uscì dalla stanza imbronciata e si scusò frettolosamente entrò e si chiuse in camera con Alexander. Tatiana chiese a Dimitri di andarsene, quindi salì zoppicando sul tetto dove si sedette a pregare perché cadesse una bomba.

Mentre era seduta a parlare con Anton, vide Alexander uscire dalla porta che dava sulla tromba delle scale. Ebbe un tuffo al cuore. Anton, che le teneva le mani, le diede una gomitata e si azzittì. Tatiana si voltò verso Alexander.

Cosa c’è?” disse con aria triste.

Dammi la mano”, sussurrò lui.

No.”

Dammi la mano.”

Anton, ricordi Alexander, il ragazzo di Dasha? Stringetevi la mano.”

Anton lasciò andare le mani di Tatiana e strinse quella di Alexander, che disse: “Ci scusi un momento?”

Controvoglia il ragazzo si fece da parte, ma restò vicino quel tanto che bastava per poter origliare.

Allontaniamoci da lui”, disse Alexander.

Faccio fatica a muovermi. Sto bene qui.”

Senza perdere altro tempo, lui la prese in braccio e la depose in un angolo, lontano da Anton e Mariska, la bambina di sette anni che praticamente viveva sul tetto perché i suoi genitori erano sempre ubriachi nell’appartamento al secondo piano.

Dammi le mani, Tania.”

Lei obbedì. Le dita le tremavano.

Stai bene?” le domandò lui con calma. “Succede spesso?”

Sto bene. Succede ogni tanto.” Scosse la testa. “Perché?”

Non permetterò a nessuno di farti del male.”

A che serve? Ora sono tutti arrabbiati con me. Tu ti sei rappacificato con Dasha e te ne vai, ma io resto qui, in quel letto, in quella stanza, nel corridoio. Sono sempre una nullità.” Lui la guardò con gli occhi colmi d’amore e di compassione.

Lascia perdere Dasha. Non permetterò loro di farti del male. Non mi importa se lei ci scopre, o se Dimitri…” Si interruppero.

Tatiana tese le orecchie. “Non mi importa se tutto il mondo se ne accorge. Nessuno ti farà più del male.” Tacque, studiando il suo volto. “E tu lo sai. Perciò se non vuoi avermi intorno e vuoi risparmiare a Dasha la verità, sta’ attenta che nessuno ti faccia del male.”

Nella tua America non fanno così? Qui in Russia i genitori picchiano i figli e i figli le prendono. Le sorelle maggiori picchiano le minori e le minori subiscono in silenzio.”

Fumo e Tuono – capitolo 5

Il cavaliere d’inverno di Paullina Simons

1zznwc6Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d’estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell’Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta subito un’attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l’assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo,Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.

 

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Teaser Tuesday #2

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È già martedì e questo vuol dire aprire una pagina a casa del libro che sto leggendo e postare parte del testo qui per voi. In questo periodo sto leggendo poco e mi sto concentrando sui libri di Chiara Parenti poiché sono leggeri e divertenti, ed è quello di cui ho bisogno.  Vediamo subito di che libro si tratta.

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Cristian mi passa i suoi pomodori decontaminati e poi inizia a fare l’imitazione di Bo che grida e di Taylor che la ignora.Mentre affetto, mi chiedo come faccia a non vederlo: insomma, è così evidente, così naturale. Voglio dire: la chimica, l’intesa tra noi è talmente forte che quasi la si può toccare. È qualcosa di concreto, reale, come lui e me.
«Comunque grazie davvero, Little Tony» torna a dirmi mentre si asciuga gli occhi. «Ancora una volta mi hai strappato alla morte» aggiunge avvicinandosi a me.
«Sono un medico, è il mio dovere» replico, e mi irrigidisco all’istante quando lo sento dietro le spalle. Molto vicino, troppovicino. «Ti fa ancora molto male la faccia?» domando nervosa, mentre affetto pomodori come se non ci fosse un domani. Il suo respiro sul collo mi procura un lungo brivido che mi attraversa la spina dorsale
«Un po’…» mormora, facendo quello che non mi sarei mai aspettata che facesse. Si china su di me e mi abbraccia da dietro. Mi stringe la vita in un modo così dolce, così affettuoso, che io mi sciolgo in un cascata di emozione pura.

Capitolo 12

L’importanza di chiamarsi Cristian Grei di Chiara Parenti

24932567Cristian Grei ha trentadue anni e una sola, acerrima nemica: E.L. James, che con le sue “50 Sfumature” gli ha rovinato la vita. Tutte le donne, infatti, appena sentono il suo nome, vedono in lui un dominatore in 3D e l’incarnazione delle più proibite fantasie erotiche. Ma se vivi a Prato, fai il becchino nell’agenzia di onoranze funebri di famiglia e sei ipocondriaco, avere il nome “uguale” a quello del più grande amatore di tutti i tempi, che si sposta in elicottero ed è a capo di un’azienda leader mondiale,può creare una costante e fastidiosissima ansia da prestazione.
Solo Antonella, l’amica di sempre, è in grado di divertirsi giocando con lui e tenere a bada le sue mille ansie, ma soprattutto è disposta ad amarlo per quello che è realmente.
Cristian Grei riuscirà finalmente a capire che è lei la donna giusta? E soprattutto sarà “pronto a riceverla”?

 
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Teaser Tuesday #1

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La nuova rubrica del Blog Ikigai: Teaser Tuesday, già famosissima poiché nasce nel blog Should Be Reading, mi è piaciuta moltissimo così ho pensato di farla pure io, in modo da condividere con loro e con voi le mie  letture in corso, anche perché spesso non ho il tempo di recensire i libri che leggo.
Non credo che riuscirò a pubblicare ogni martedì, ma lo farò ogni volta che leggerò un nuovo libro.

Ho lasciato i cambiamenti effettuati da Mon, Kia e Anna poichè si adattavano anche alle mie esigenze.

Le regole:

1 – Prendi il libro che stai leggendo (o quello che hai appena terminato)
2 – Apri una pagina a caso
3 – Condividi un teaser dalla pagina stando attenti a non includere spoiler
4 – Condividi titolo e autore in modo che il libro possa essere aggiunto alla TBR

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Seguì di nuovo un imbarazzante, profondo, silenzio. Mi chiedo come sia possibile che con una persona che per anni ho considerato quasi come una sorella adesso non riesca nemmeno a mettere insieme una conversazione educata, come la situazione richiederebbe.
Ma poi mi rispondo da sola: è perché non l’ho mai perdonata. E mi fa impazzire che, dopo tutto questo tempo, l’orrore che mi dà starle accanto sia ancora così soffocante.

Capitolo 17

Tutta colpa del mare (e anche un po’ di un mojito) di Chiara Parenti

22757932Lettura consigliata agli astemi – perché cambino idea! La vita di Maia Marini procede a vele spiegate verso la felicità: un fidanzato appartenente a una prestigiosa famiglia, un lavoro presso una delle più rinomate agenzie di comunicazione di Milano, tre amiche splendide con cui trascorrere il weekend per festeggiare l’addio al nubilato di Diana, la futura cognata! Peccato che la meta prescelta sia la Versilia, dove Maia ha passato le vacanze fino all’estate dei 16 anni. Ritornare nei luoghi in cui ha lasciato il cuore e rivedere Marco, il primo amore, la manda in tilt. Così decide che qualche mojito non potrà farle male… e anzi l’aiuterà. Il mattino dopo, però, Maia non ricorda niente. Non ha idea di cosa abbia combinato durante quel folle venerdì notte. In compenso, però, lo sanno i suoi 768 amici di Facebook. Cercando di ricucire una situazione compromettente e compromessa in ogni settore della sua vita, Maia si troverà a porsi una domanda fondamentale: e se invece che la fine di tutto, fosse solo un nuovo inizio? Perché se è vero che l’alcol fa fare pazzie, è altrettanto vero che a volte aiuta a fare la cosa giusta!

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