Teaser Tuesday #8

teaser tuesday 2

Finalmente io e Kikka del blog Testa e Piedi Fra Le Pagine Dei Libri abbiamo deciso di finire (almeno si spera) l’ultimo libro della trilogia Silo scritta da Hugh Howey. L’ultimo libro si intitola Dust e abbiamo deciso di leggerlo per la Book Jar Challenge organizzata da Kia e Mon del blog Ikigai.

ornamento

Il ragazzo le porse una mano. Lei si pulì il palmo su un fianco e gliela strinse. «Io mi chiamo Shaw» disse lui. «Vuoi un’altra fetta di maiale? Passa sotto il bancone. Ti presento mio padre. Ehi, pa’, c’è una che devi conoscere.»

«Non posso. Sto cercando Cucciolo.»

Il ragazzo fece una smorfia. «Cucciolo? Allora devi andare nel corridoio accanto.» Le indicò la direzione con un cenno del capo. «Ma la carne di maiale è meglio. Quella di cane è stopposa come quella dei ratti, e quella dei cuccioli costa di più ma il sapore è lo stesso.»

Elise rimase di sasso. Il maiale che prima le era passato accanto con una fune al collo forse era un cucciolo. Forse lì mangiavano gli animali da compagnia, come Marcus e Miles che volevano sempre tenere un ratto per gioco, anche quando tutti gli altri avevano fame. «Qui si mangiano i cuccioli?» chiese al ragazzo.

«Se hai i buoni, perché no.» Shaw la prese per mano. «Vieni alla griglia con me. Voglio presentarti a mio padre. Dice che voi non esistete.»

Elise si liberò. «Devo trovare il mio cucciolo.» Si girò e corse tra la folla nella direzione indicata dal ragazzo.

«Che cosa significa il tuo cucciolo?» le urlò dietro lui.

Dopo una fila di bancarelle, Elise trovò un altro corridoio fumoso. Altri odori, come carne di ratto allo spiedo. Una donna anziana stava bisticciando con un uccello, le ali rabbiose si agitavano tra le sue mani. Elise calpestò una cacca e per poco non cadde. Le stranezze che la circondavano si mescolavano con la preoccupazione per il suo cucciolo sparito. Sentì un uomo strillare qualcosa riguardo a un cane e si avvicinò per sentire meglio. Un ragazzo più grande, forse dell’età di Rickson, teneva sollevato un grosso pezzo di carne rossa con strisce bianche che sembravano ossa. Lì vicino c’era un recinto, e cartelli con dei numeri. La gente si fermava a guardare. Alcuni indicavano l’interno del recinto e facevano domande.

Elise si fece largo tra la folla seguendo i latrati. C’erano cinque cani nel recinto. Li vide attraverso le stecche di legno, e se si alzava in punta di piedi poteva quasi guardare da sopra. Un animale enorme, grosso quanto un maiale, si scagliò verso il recinto e le ringhiò contro, facendo tremare la palizzata. Era un cane, ma con una fune intorno al muso per impedirgli di aprirlo. Elise sentì il fiato caldo che usciva dal naso della bestia.

Si allontanò di corsa e si diresse verso il recinto sul retro, più piccolo. Superò il bancone, dove due giovani armeggiavano con una griglia fumante. Presero qualcosa da una donna e le consegnarono un pacchetto. Elise si aggrappò al bordo del piccolo recinto e sbirciò dentro. C’era una cagnetta stesa su un fianco con cinque o sei bestioline che le mangiavano il ventre. All’inizio pensò fossero ratti, ma in realtà erano cuccioli appena nati. In confronto a loro, il suo Cucciolo sembrava un cane adulto. E non stavano mangiando la pancia della cagnetta, stavano succhiando come faceva la bimba dal seno di Hannah.

capitolo 28
Dust: La trilogia Silo #3 di Hugh Howey

24448529
Cosa faresti se il destino di tutte le persone che ami fosse nelle tue mani? Se le tue scelte potessero salvare o condannare a morte l’umanità intera?
La storia del Silo finisce così, con il ritorno alla polvere. Dust, polvere: quella che cade sugli operai del reparto meccanica mentre scavano un passaggio tra un silo e l’altro.
Quella che ricopre una misteriosa macchina, abbandonata durante la costruzione dell’intera struttura. Quella che si accumula all’esterno, sotto un cielo reso feroce dall’aria tossica.
In un mondo asfittico, basato su segreti e bugie, qualcuno ha scoperto la verità. E ha intenzione di raccontarla.
Jules sa cos’hanno fatto i suoi predecessori, conosce il loro inganno. Sa qual è la ragione per cui la vita deve essere vissuta in questo modo. E non lo accetta.
Ma Jules non ha più sostenitori. Per lei c’è qualcosa di molto più pericoloso dell’aria tossica del mondo esterno. Un veleno si sta diffondendo all’interno del Silo 18. Un veleno che non può essere fermato.Epico e commovente, l’epilogo della trilogia di Hugh Howey è sofferto e appassionato, capace di sorprendere, stupire, emozionare. Wool ci ha portato all’interno del Silo. Shift ci ha raccontato la storia della sua costruzione. Dust è la cronaca della sua rovina.

 

ornamento

Teaser Tuesday #7

teaser tuesday 2
Sto partecipando alla Book Jar Challenge organizzata da Kia e Mon del blog Ikigai e per il mese di febbraio ci è stato chiesto di leggere un libro finito in fondo alla TBR. Il mio libro scelto è stato l’ultimo della fantastica trilogia di Paullina Simons e il libro in questione è Il giardino d’estate. Leggiamo ora un piccolo teaser che come sempre scelgo aprendo il libro ad una pagina a caso.

ornamento

A Desert View tutti e tre rimasero in piedi sopra il bordo senza età del Grand Canyon, lo sguardo fisso verso ovest, verso il caliginoso orizzonte azzurro e poi giù lungo il serpente del Red River. Procedettero per qualche chilometro a ovest e si fermarono prima a Lipan Point e poi a Grandview Point. A Moran Point sedettero, contemplarono e passeggiarono in silenzio; persino Anthony, solitamente loquace. Camminarono lungo un sentiero boscoso sotto i pini Ponderosa fino a Yavapai Point, dove trovarono un punto isolato per accomodarsi ad ammirare il tramonto. Anthony si avvicinò troppo alla riva, Alexander e Tatiana balzarono in piedi urlando e il piccino scoppiò in lacrime. Alexander lo strinse in una morsa, poi si placò e lo lasciò andare, ma solo dopo aver letteralmente tracciato un solco nella sabbia e avergli proibito di superarlo di un solo centimetro, se non voleva subire una punizione militare. Il bimbo aspettò che il sole calasse mentre tramutava il solco in una barricata di ciottoli e rametti.

“Dio sta allestendo uno spettacolo di luci”, osservò Alexander, meravigliato.

“Cerca di farti innamorare dell’Arizona, Shura”, mormorò Tatiana.

“Perché le rocce sono così?” chiese Anthony. Il suo sbarramento era ormai alto quasi trenta centimetri.

“Vento, acqua, erosione del tempo”, rispose suo padre.

“Laggiù il fiume Colorado è iniziato come un rivolo ed è diventato un diluvio, scavando questo canyon nel corso di milioni di anni. Il fiume, Anthony, nonostante l’avversione di tua madre nei suoi confronti, è un catalizzatore per tutte le cose.”

“L’avversione di tua madre dipende proprio da questo”, intervenne Tatiana, il braccio del marito attorno alle spalle.

Alexander si alzò e le porse la mano. “Al termine della Sua settimana geologica, Dio studiò le Sue rocce nel più Grand fra tutti i Canyon di tutta la Terra che aveva creato e di tutta la vita che vi dimorava sopra, e vide che era cosa buona.”

Tatiana assentì in segno di approvazione. “Chi l’ha detto? Sai cosa dicono i navajo, che vivono, camminano e muoiono da queste parti?” Fece una pausa, sforzandosi di ricordare. “Con la bellezza dinanzi a me, avanzo”, recitò, allungando le braccia.

“Con la bellezza dietro di me, avanzo. Con la bellezza sotto di me, avanzo.” Dal canyon sottostante non proveniva alcun suono. “Con la bellezza sopra di me, avanzo.” Parlava piano. “Finisce nella bellezza.” Alzò la testa. “Finisce nella bellezza.”

Il giardino d’estate di Paullina Simons

igd
Si erano incontrati alla vigilia dello scoppio della seconda guerra mondiale, a Leningrado. Si erano amati fra gli stenti, la desolazione e le bombe di un assedio terribile, con la speranza di poter vivere un giorno altrove, in pace. Ora, 20 anni più tardi, davanti a un incerto futuro, quell’amore è messo alla prova. Tatiana e Alexander si sono miracolosamente riuniti in America, la terra dove tutto è possibile, e contano di ricostruirsi una vita insieme. Ma si devono confrontare con le ferite, il dolore, le fatiche che si portano dietro. Nonostante abbiano un figlio meraviglioso, Anthony, si sentono estranei l’uno all’altra. Ex capitano dell’Armata Rossa, Alexander vive con disagio il clima di paura e di sospetto della Guerra Fredda e Tatiana non riesce a ritrovare con il suo Shura l’intimità di un tempo. E quando pensano di essersi definitivamente lasciati alle spalle gli incubi della guerra, ecco che i fantasmi del passato tornano a minacciarli: Anthony, in conflitto con i genitori, si arruola volontario in Vietnam e scompare.

 

ornamento

Teaser Tuesday #6

teaser tuesday 2Finalmente dopo un periodo lunghissimo eccomi di nuovo con un nuovo libro scorrevole e divertente.

ornamento

«Mi sono permessa di venire a trovarla perché stiamo facendo un controllo di qualità sul nostro operato, e vogliamo sapere se i clienti della nostra agenzia sono rimasti soddisfatti del servizio.»

Le mani della signora fluttuano in aria come farfalle gioiose, mentre mi risponde: «Oh, cara. Io sono rimasta soddisfattissima. È solo grazie a lei se ora sono felice come non sono mai stata. Sono appena tornata da una crociera ai Caraibi e ho un nuovo lavoro che mi piace molto. Ho fatto un corso di nail styling e sono molto richiesta, sa? Le mie unghie acriliche sono tra le migliori di tutta Milano. Guadagno bene, frequento un sacco di persone interessanti. Non rimpiango affatto la mia vita da casalinga.»

Non credevo che una manicure guadagnasse tanto, ma il costo dei mobili che mi circondano mi fa credere senza dubbio alle sue parole: la signora se la passa davvero bene. Questo mi dà un grande sollievo. «Sono felice di sentirla così soddisfatta e appagata. È andata in crociera con suo marito?» mi informo.

«Santo cielo, no!» esclama Rosa. «Ci siamo separati. Sono mesi che non lo vedo, ormai. Ai Caraibi ci sono andata con Oscar, un amico brasiliano. Un figo della madonna, detto fra noi…» aggiunge facendomi l’occhiolino. Sembra un’adolescente più che una donna matura. «Altro che mio marito! Lui è in Romania ora. A quanto ne so, fa il playboy in terra straniera e convive con un ragazza di vent’anni più giovane. Lo può trovare su Facebook, è molto attivo online.»

Un campanello d’allarme inizia a suonare nella mia testa. L’ispettore Donati ha detto che la macchina che ha cercato di investirmi aveva una targa rumena. Non può trattarsi di una coincidenza: Scapino ha motivo di odiarmi – eccome se ne ha, visto che non si è riconciliato con la moglie che ora se la fa con un brasiliano, probabilmente superdotato – e visto che risiede in Romania per lui sarebbe stato facilissimo procurarsi un’auto con targa straniera. Anzi, magari è persino di sua proprietà.

Lie4Me: Professione bugiarda di Mariachiara Cabrini

Proprio come l’Alice del Paese delle Meraviglie, anche Alice Schiano ha un’irrefrenabile fantasia e decide di sfruttarla per inventarsi un lavoro alternativo. La sua missione è migliorare le vite altrui… una bugia alla volta. Vuoi mollare il tuo fidanzato ma non vuoi farlo di persona per non vivere un’esperienza spiacevole? Vuoi fare bella figura con il capo, sbarazzarti di una rivale, conquistare un collega? Alice è la donna che fa per te! Non c’è nulla che non possa risolvere grazie alla sua parlantina, e non prova mai rimorsi per ciò che fa, perché mentire paga, e bene! I servizi della sua agenzia sono richiestissimi, gli affari vanno alla grande e anche la vita sentimentale scorre liscia come l’olio, forse proprio perché racconta un bel po’ di bugie anche al fidanzato. Finché qualcuno non fa saltare in aria la sua auto. Chi è stato? Alice non intende restare con le mani in mano ad aspettare che la polizia scopra il colpevole. Tanto più che collaborare con l’ispettore Donati, uomo affascinante quanto irritante, potrebbe portare a risvolti inaspettati. In tutti i sensi.

 

ornamento

#Tag: L’ABC della felicità

margherita-e-prato

Solo oggi, dopo un lunghissimo tempo, ho deciso di riaprire il mio blog ed andare a vedere in che stato era, e mi sono accorta che fra le bozze c’era ancora da compilare questo bellissimo Tag ideato da Carla del blog La dimora del pensiero. Ero stata taggata dalla dolce Chiara del blog Diario di pensieri sparsi che ringrazio tantissimo :-* e ho pensato che fosse il momento giusto per rispondere, augurando a tutti di trovare la loro felicità… io l’ho trovata e mi posso reputare molto fortunata.

Ma bando alle ciance vediamo subito le regole da rispettare:

  1. utilizzare il logo,
  2. menzionare l’ideatrice,
  3. ringraziare chi nomina,
  4. esporre il proprio ABC,
  5. nominare 10 blog,
  6. avvisare i nominati.

dico forse molto banalmente la parola AMORE che per me ha tantissime forme e significati. In primis amore per se stessi perché senza quello non è possibile essere felici. Donare amore ad un fidanzato, marito, amico/a, ma è anche importante ricevere amore. L’amore che ti da il proprio animale domestico è unico e inimitabile come quello dei propri genitori, fratelli e sorelle. L’amore per il proprio lavoro e passioni. L’amore per qualcosa che cresce, c’è, ma non vediamo.

Se non c’è amore non c’è Vita.

B di BAMBINI, mi si riempiono gli occhi di gioia quando li vedo sorridere, giocare o pronunciare delle frasi così tenere e senza malizia, prive di cattiveria che ogni volta quasi mi commuovo. I miei nipotini, i bimbi dei miei amici mi riempiono di tale gioia che non so come si può starne senza. <3

materialmente dico CASA, la mia casa dell’infanzia, la nostra casa da marito e moglie. La considero come il contenitore per eccellenza, il contenitore dove ci ripongo l’AMORE e i BAMBINI e tutto ciò che ne è connesso.

Questa è la mia ricetta della felicità, e la vostra com’è?

Taggo tutti coloro che voglio partecipare, ma in particolare:

– LaPolly del blog https://lapolly.wordpress.com/

– Monica del blog http://ikigai.altervista.org/

Teaser Tuesday #5

teaser tuesday 2Rieccomi qui con un nuovo Teaser, anche questa volta il libro è di Paullina Simons, e si tratta del secondo libro della sua trilogia. Il libro in questione è Tatiana & Alexander

ornamento

«Tania, che succede?» Vikki comparve sulla soglia. Anthony giocava sul pavimento. Tatiana era distesa per terra con la testa poggiata sulle mattonelle.
«Niente.»
«Non lavori, oggi?»
«Arrivo, arrivo.»
Con voce allarmata, Vikki chiese: «Che cos’hai?»
«Niente», rispose Tatiana. Sapeva di avere un aspetto orribile. Con gli occhi gonfi e semichiusi, ci vedeva a stento.
«Sono le otto! Hai pianto? Il giorno è appena cominciato.»
«Mi vesto subito. Devo fare controllo.»
«Ti va di parlare?»
«No, sto bene. Oggi è mio compleanno. Compio vent’anni.»
«Tanti auguri! Perché non me l’hai detto? Andremo a festeggiare…che c’è? Perché è così terribile il tuo compleanno?»
«Non riesco a credere che ci sposeremo il giorno del mio compleanno!» dice lei. «Così non mi dimenticherai mai.» «E chi potrebbe dimenticarti, Alexander?» chiede, cercandolo dolcemente con la mano.
Tatiana non festeggiò. Lavorò tutto il giorno e la sera giocò con il figlioletto di quasi un anno. Di notte, con le tende tirate, le finestre aperte e l’aria salmastra che si diffondeva nella stanza, s’inginocchiò accanto al letto e strinse le fedi nuziali che portava al collo. Era negli Stati Uniti da poco meno di un anno.
La notte del suo ventesimo compleanno, dopo aver allattato Anthony, Tatiana rimase seduta sul pavimento della sua stanza a Ellis e vuotò lo zaino… per la prima volta da quando aveva lasciato l’Unione Sovietica. Estrasse la pistola tedesca carica, Il Cavaliere di bronzo, il dizionario russo-inglese, la foto di lui, la foto del matrimonio, il berretto da ufficiale e tutto ciò che c’era nelle tasche.
Fu allora che trovò la medaglia al valore di Alexander.
La fissò a lungo, perplessa, e poi uscì nel corridoio e la esaminò alla luce, per controllare se per caso si fosse sbagliata.
Il sole sorse e tramontò. Faceva caldo. L’acqua scintillava. E lei non smise di fissare la medaglia. Era esterrefatta. Si trattava di un errore?
Con la stessa chiarezza con cui vedeva le barche nella baia, Tatiana rivide la medaglia appesa alla sedia di Alexander l’ultima sera passata insieme a lui, con il dottor Sayers al suo fianco.
Alexander aveva detto: «Domani pomeriggio ritornerò tenente colonnello», e Tatiana gli aveva rivolto un sorriso raggiante e aveva ammirato la medaglia appesa alla sedia accanto al letto d’ospedale.
Com’era finita nello zaino? Non l’aveva presa lei… non era sua.
«Che significa?» sussurrò, ma non riusciva a comprendere, anzi, era ben lungi dal comprendere. Più cercava di capire, più si scontrava contro il muro di cemento eretto dalla sua mente.

Tatiana & Alexander di Paullina Simons

taTatiana ha diciotto anni ed è incinta. E’ riuscita miracolosamente a scappare da una Leningrado sconvolta dall’assedio dei nazisti e a rifugiarsi in America. Il suo cuore però è a pezzi, ha perso Alexander l’uomo della sua vita. Eppure qualcosa le dice che il padre del suo bambino non può averla abbandonata in quella nuova patria…

 

ornamento

Teaser Tuesday #4

Senza titolo-1

Rieccomi finalmente, ci tenevo tanto a questa rubrica, ma gli impegni mi hanno allontanato dal blog. Spero tanto di tornare in carreggiata con settembre.

Oggi vi farò leggere un Teaser tratto da un libro che ho letto qualche settimana fa, e che mi è piaciuto tantissimo. Il cavaliere d’inverno di Paullina Simons, il libro mi è stato regalato dalla mia dolce amica Karen, e non si sbagliava sul fatto che mi sarebbe piaciuto tantissimo! Ma ora leggiamo qualche riga…

ornamento

Mi ricorda una vecchia barzelletta”, disse Tatiana. “‘Vasilij, perché mi picchi continuamente senza sapere cos’ho fatto?’ E Vasilij: ‘Dovresti essere contenta. Se sapessi cos’hai fatto, ti ucciderei’.” Dimitri rise come se fosse la cosa più divertente che avesse mai sentito.

Tatiana sentì la voce di Alexander. “Non capisci”, stava gridando, “sei tu, con il tuo comportamento, ad allontanarmi! Come posso stare dalla tua parte se colpisci tua sorella?”

Dasha farfugliò qualcosa.

Risparmiati le tue stupide scuse. Non so che farmene! Così non si può più continuare”, le rispose Alexander.

Da dietro la porta, Tatiana sentì la sorella scoppiare in un pianto isterico. “Per favore, per favore non andare, mi dispiace, hai ragione tu, tesoro. Cosa devo fare? Vuoi che le chieda scusa?”

Se tocchi un’altra volta tua sorella, ti lascio immediatamente”, disse Alexander. “Hai capito?”

Non la picchierò più”, promise lei.

Nella stanza scese il silenzio.

Tatiana si asciugò il naso che continuava a sanguinare e guardò Dimitri stringendosi nelle spalle. “Qui non si può restare un attimo soli nemmeno per litigare. Se non altro pare che abbiano finito…” Ebbe un mancamento.

Dimitri la sostenne, facendola poi sedere sul divano nel corridoio.

Stai bene?” continuava a ripeterle mentre le asciugava il viso e le dava delle pacche sulla schiena.

I Sarkov bussarono alla porta e chiesero se c’era qualche problema.

Ogni volta che c’era un litigio nell’appartamento in comune tutti sentivano tutto per filo e per segno.

Nessun problema”, rispose Tatiana, “solo una piccola discussione.” Dasha uscì dalla stanza imbronciata e si scusò frettolosamente entrò e si chiuse in camera con Alexander. Tatiana chiese a Dimitri di andarsene, quindi salì zoppicando sul tetto dove si sedette a pregare perché cadesse una bomba.

Mentre era seduta a parlare con Anton, vide Alexander uscire dalla porta che dava sulla tromba delle scale. Ebbe un tuffo al cuore. Anton, che le teneva le mani, le diede una gomitata e si azzittì. Tatiana si voltò verso Alexander.

Cosa c’è?” disse con aria triste.

Dammi la mano”, sussurrò lui.

No.”

Dammi la mano.”

Anton, ricordi Alexander, il ragazzo di Dasha? Stringetevi la mano.”

Anton lasciò andare le mani di Tatiana e strinse quella di Alexander, che disse: “Ci scusi un momento?”

Controvoglia il ragazzo si fece da parte, ma restò vicino quel tanto che bastava per poter origliare.

Allontaniamoci da lui”, disse Alexander.

Faccio fatica a muovermi. Sto bene qui.”

Senza perdere altro tempo, lui la prese in braccio e la depose in un angolo, lontano da Anton e Mariska, la bambina di sette anni che praticamente viveva sul tetto perché i suoi genitori erano sempre ubriachi nell’appartamento al secondo piano.

Dammi le mani, Tania.”

Lei obbedì. Le dita le tremavano.

Stai bene?” le domandò lui con calma. “Succede spesso?”

Sto bene. Succede ogni tanto.” Scosse la testa. “Perché?”

Non permetterò a nessuno di farti del male.”

A che serve? Ora sono tutti arrabbiati con me. Tu ti sei rappacificato con Dasha e te ne vai, ma io resto qui, in quel letto, in quella stanza, nel corridoio. Sono sempre una nullità.” Lui la guardò con gli occhi colmi d’amore e di compassione.

Lascia perdere Dasha. Non permetterò loro di farti del male. Non mi importa se lei ci scopre, o se Dimitri…” Si interruppero.

Tatiana tese le orecchie. “Non mi importa se tutto il mondo se ne accorge. Nessuno ti farà più del male.” Tacque, studiando il suo volto. “E tu lo sai. Perciò se non vuoi avermi intorno e vuoi risparmiare a Dasha la verità, sta’ attenta che nessuno ti faccia del male.”

Nella tua America non fanno così? Qui in Russia i genitori picchiano i figli e i figli le prendono. Le sorelle maggiori picchiano le minori e le minori subiscono in silenzio.”

Fumo e Tuono – capitolo 5

Il cavaliere d’inverno di Paullina Simons

1zznwc6Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d’estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell’Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta subito un’attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l’assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo,Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.

 

ornamento

TAG: L’ Alfabeto dei Film

images

Ciao ecco un nuovo tag, non so quanto tempo fa sono stata taggata da LaPolly (clicca qui per vedere il suo blog), ma solo ora trovo il tempo per rispondere. Come si dice: meglio tardi che mai.

Vediamo subito le REGOLE DEL TAG:

– citare l’ideatrice del tag (lapolly) e il blog che vi ha taggato;

– mantenere l’immagine all’inizio di questo post;

– elencare in ordine alfabetico i film che vi piacciono di più (ad ogni lettera dell’alfabeto corrisponde l’iniziale del titolo del film);

– nominare 5 (o +..) bloggers

Questo tag mi piace molto ma so che avrò molta difficoltà a trovare un film per ogni lettera.

A= Avatar

B= Braveheart

C= Cuori ribelli

D= Dirty Dancing

E= Edward mani di forbici

F= Forrest Gump

G= I Goonies

H= Hunger Games / Harry Potter / Hachiko

I= Io & Marley

J= Juno

K= Koda, fratello orso

L= Love actually / La vita è bella

M= Il Miglio verde

N= Noi siamo infinito

O= Ortone e il mondo dei chi

P= Il Popolo migratore

Q= Quasi amici

R= Remember me

S= Save the mister banks

T= The Host

U= L’Ultimo samurai

V= Vi presento Joe Black

W= Willy wonka e la fabbrica di cioccolato (1971)

X= X-man

Y= Yes man (non me lo ricordo più, ma anche in questo caso non me ne venivano in mente altri)

Z= Zoolander (unico che mi viene in mente, ma che non mi piace)

Ovviamente gli articoli non ho usato come iniziale del film!

Taggo:

– Anna del blog Ikigai

– Chiara del blog Diario di pensieri sparsi

– Kikkasole del blog Testa e piedi tra le pagine dei libri

– tutti coloro che abbiano voglia di condividere con noi i suoi film preferiti

Spero che vi sia piaciuto, e ora non vedo l’ora di leggere le vostre risposte, e devo dir la verità avrei messo anche più film per lettera come ho fatto per la H e la L!

Mi scuso con le mie amiche se non ho messo il link ai loro blog, ma essendo in vacanza ho fatto tutto da iphone e dopo mille tentativi ci ho rinunciato a creare il collegamento.

A presto

My wedding tag

Finalmente sono qui a rispondere a queste bellissime domande. Mi sono sposata da poco e l’emozione è ancora tanta se ripenso a quel giorno. Grazie mille Chiara, del fantastico blog Diario di pensieri sparsi, per avermi taggato.

1. Quanto tempo è passato dalla proposta al matrimonio?

Chi ha letto il primo post della mia rubrica Wedding in progress sa che la proposta è arrivata a giugno 2014… quindi sono passati 11 mesi già che mi sono sposata maggio 2015.

2. Sei stata aiutata dalla famiglia o wedding planner?

Niente wedding planner, tutto da noi! La preparazione è una delle parti più belle del matrimonio ed è giusto assaporare tutti quei momenti.

3. Matrimonio religioso o civile?

Matrimonio misto in chiesa Cattolica.

4. In grande o pochi intimi?

Eravamo in circa 100 di cui 90 adulti e 10 bambini.

5. Quali erano i colori del matrimonio?

Dopo mille indecisioni siamo arrivati al grigio perla e rosa antico/cipria. Tutto molto elegante.

6. All’aperto o al chiuso?

Praticamente tutto al chiuso a causa delle giornate piovose precedenti al matrimonio che hanno creato uno strato di fango su tutto il prato. La signora della lavanderia ringrazia per tutto il fango che le ho portato in negozio.

7. Avete scritto voi le Vostre promesse?

No assolutamente no. Sarebbero state parole troppo intime da dire davanti a tutti. Le nostre promesse ce le siamo sempre dette, a parole e non, prima e continuiamo a farlo anche dopo al matrimonio, ogni giorno.

8. Vi siete visti prima del matrimonio?

Ci siamo visti il giorno prima, mi ha accompagnato a prendere le mie amiche Kia e Monica e altre due compagne dell’università alla stazione e poi ci siamo salutati… è stato un momento pieno di emozioni.

9. Fotografo o Cameramen?

Fotografo, ci sarebbe piaciuto anche un cameramen, ma è stato comunque perfetto così.

10. Quale trasporto?

Macchina a nolleggio con autista, ricordo solo che era blu scuro.

11. Qualcosa di nuovo, di vecchio, di prestato e di blu

Nuovo il vestito, blu il fiocchetto della giarrettiera, vecchio delle forcine per l’acconciatura. Di prestato non avevo nulla.

12. Com’era il vestito?

Totalmente diverso da come l’ho sempre immaginato, ma non potevo sceglier diversamente. Perfetto per me.

13. Descrivi il tuo bouquet

Il giorno stesso del matrimonio ho scoperto che non era come lo volevo… potete immaginare il nervoso che mi è salito. Le differenze erano minime, ma in quel momento per me non lo erano. Doveva essere di peonie ROSA e qualche bianca, e delle roselline color crema. Alla fine la fioraia mi ha ordinato peonie bianche e roselline rosa. Era comunque bello, ma… non lo volevo così.

14. La canzone con cui sei entrata

Entrata dove? Chiesa o ristorante? Chiesa con la marcia nuziale, ristorante con David Guetta – Memories .

15. Deejey o band?

Abbiamo scelto 2 ragazzi fantastici, cantavano, ballavano, e verso sera hanno fatto dj set. Super completi.

16. Avete ballato? Con quale canzone?

Abbiamo ballato tantissimo, la prima canzone è stata quella dell’ingresso in ristorante, e poi Fabrizio Moro – Eppure mi hai cambiato la vita (quel momento ce l’ho nel cuore). E tantissime altre.

17. Descrivi la vostra torta

Esteticamente non bellissima, ma era troppo buona. Erano due cuori vicini fatta di crema chantilly e fragoline di bosco (mi sembra).

18. E’ andato tutto come previsto?

È andata meglio di quanto avessi mai potuto immaginare. Speravo che andasse bene, ma è stato molto di più.

19. Dopo il ricevimento?

Abbiamo dormito lì con mia sorella marito e i tre nipoti e una coppia di amici, con quest’ultimi abbiamo chiacchierato fino alle 02.30 di mattina, e se non ci fosse stata la mia amica penso che mi sarebbe toccato dormire con il vestito.

20. Descrivi la Luna di miele

F A V O L O S A

21. Il momento peggiore e quello migliore.

Ce ne sono stati due di peggiori, la mattina quando mi sono svegliata (non è che avessi dormito molto) pioveva ininterrottamente dal giorno prima, mi sono messa a piangere a letto senza che nessuno mi vedesse. Per fortuna poi ha smesso giusto in tempo, e per fortuna ha retto tutto il giorno. Un altro momento peggiore è stato quando sono arrivata alla location è ho scoperto che l’aperitivo si sarebbe fatto al chiuso e non all’aperto come speravo. Anche lì momento di sconforto e qualche lacrima.

Il migliore? Vedere mio marito emozionato all’altare, vedere i miei genitori e le amiche. Prima della tornata vedere un video strappalacrime del mio fratellone che non è potuto essere al matrimonio perché si trova a Katmandu.

Vi lascio con un paio di foto.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Taggo tutte le sposine che vogliono partecipare!

 

6# Voglia di… Pasta sfoglia

Voglia di...

Ciao a tutti, siete contenti che finalmente siamo tornate? Noi molto e personalmente spero di riuscire a riprende a “pieno” ritmo le attività sul blog.

RICETTA DI KIA – FAGOTTINI SPECK MELANZANE E PEPERONI (per 2 persone)

Ciao a tutti! Pensavate ci fossimo dimenticate della rubrica in tutto questo tempo? E invece no! Era tutta una tattica per darvi il tempo di provare quello che avevamo pubblicato nei primi appuntamenti. Allora? Cos’avete cucinato? Cosa vi è piaciuto di più?

Come avete visto dal titolo, oggi abbiamo deciso di dedicare entrambe le nostre ricette alla pasta sfoglia. Quella Santa Pasta Sfoglia che ci salva quando siamo di corsa ma vogliamo fare comunque qualcosa di sfizioso o, come nel mio caso, un pranzo da portare in università. Qualcosa di diverso dal solito riso/pasta fredda.

VEDIAMO GLI INGREDIENTI:

1 pasta sfoglia rotonda

1 melanzana media

1 peperone (del colore che preferite)

1h di speck (tagliato sottile)

Per prima cosa si prepara il ripieno. Si tagliano melanzana e peperone a cubetti piuttosto piccini e si saltano in padella con poco olio fino a che non si sono ammorbiditi. Non è necessario che siano completamente cotti, in quanto dovranno passare la successiva mezz’ora in forno. Si aggiusta di sale e io ho aggiunto anche un po’ di noce moscata e peperoncino.

Mentre le verdure raffreddano leggermente, si taglia la pasta sfoglia a metà – in modo da avere due semicerchi – e si copre tutto con lo speck lasciando circa un centimetro di bordo.
Le verdure, invece, vanno posizionate su un ipotetico spicchio centrale largo circa la metà dei due semicerchi (non so come spiegarlo, vedete la foto).

FOTO 1 sfoglia
Si richiude poi il ‘fagottino’ portando i due spicchi liberi verso il centro e schiacciando leggermente perché non si apra durante la cottura.

FOTO 2 sfoglia
Si infila tutto in forno per circa 25 minuti, finché la pasta sfoglia non assume un bel colore dorato.
Consiglio spassionato, aspettate dieci minuti a mangiarlo perché fa 6000 gradi.

Buon appetito!

FOTO 3 sfoglia

 
Vediamo ora la mia ricetta.

RICETTA DI RACHELE – ROSE DI SFOGLIA CON PHILADELPHIA, ZUCCHINE E SALMONE

È nata per caso, è nata da ricordi di altre ricette viste qui e là e così ho provato a fare queste roselline saporite.

VEDIAMO GLI INGREDIENTI (per 16 rose):

2 pasta sfoglie rettangolari (vanno bene anche tonde)

Zucchine q.b.

Philadelphia q.b

Salmone q.b.

Sale q.b.

Lavare e tagliare le zucchine a fette sottili. Srotolare e tagliare a strisce la pasta sfoglia, di pari o lievemente più grande larghezza delle zucchine. Mettere sulla striscia di pasta sfoglia una fetta di zucchina, spalmare il philadelphia, salare e aggiungere il salmone a pezzetti.
Ora basterà rotolare la striscia appena creata e chiudete sul fondo con le dita la pasta sfoglia.

ok 1

Mettere le rose così create nei pirottini per i muffin e infornare a 180 gradi per 15 minuti circa. Io non bado molto al tempo poichè dipende moltissimo dal forno che si ha, quindi controllare che siano ben dorate.

IMG_7899

Buon appetito.

 

 Vi sono piaciute? Fatecelo sapere.

A presto!

Rachele & Kia

Teaser Tuesday #3

Senza titolo-1

Questa rubrica mi è mancata un sacco, speravo di riuscire a leggere di più e di pubblicare dal Madagascar, ma mi è stato impossibile fare entrambe le cose. Troppe cose da vedere, da provare e leggere avrebbe voluto dire togliere del tempo a un viaggio unico e indimenticabile.

Quindi eccomi qui con un nuovo Teaser, si mi sono fissata con i suoi libri, e si sono troppo carini, mi piacciono proprio.

ornamento

Katie Baker è diventata il mio Vietnam personale. È una tortura. Una deliziosa, adorabile tortura. La osservo di nascosto dallo specchietto retrovisore mentre sto guidando verso casa di mia madre a Campoli Appennino. Dopo ieri sera non mi ha più rivolto la parola e stamattina a malapena mi guarda. Ogni volta che lo fa, sollevando lo sguardo sullo specchietto e incrociandolo con il mio, io rischio un frontale. Beatrice mi ha già chiesto tre volte di fare a cambio alla guida, ma io non voglio. Guidare mi rilassa e mi distrae dai brutti pensieri.

Che casino. Ha mandato all’aria l’appuntamento con Miranda. Non riesco ancora a crederci. Come non riesco a credere che mio nonno sia morto davvero, e comincio a pensare di avergliela un po’ gufata. Comunque, vabbe’, tanto prima o poi tocca a tutti: si dice così, no?

Capitolo 18

Con un poco di zucchero di Chiara Parenti

23486881A trent’anni suonati Matteo Gallo, aspirante scrittore senza soldi e senza speranze, è costretto a vivere con la sorella Beatrice e “loro”, Rachele e Gabriele, i due scatenatissimi nipotini. Nessuna delle tate finora ingaggiate è riuscita a domarli. Ma ecco che, come per magia, un pomeriggio di fine settembre, un forte vento che spazza le nubi dal cielo porta tata Katie.
Beatrice e i suoi bambini restano subito incantati da questa ragazza inglese un po’ stravagante e scombinata, che fa yoga, mangia verdure, va pazza per i dolci… e che con le sue storie fantastiche e i suoi giochi incredibili è in grado di cancellare l’amaro della vita. Matteo invece cercherà (o crederà) di sottrarsi al suo influsso: ma sarà tutto inutile, perché Katie compirà su di lui la magia più grande. Quella dell’amore.

 

ornamento